// // Calze e collant, che passione !!!

Calze e collant, che passione!!!

Le calze sono degli indumenti di biancheria intima che si aggiustano strettamente ai piedi ed alle gambe, variamente elasticizzate, ed usualmente (in particolare quelle femminili) non hanno come proposito il nascondere gambe e piedi, ma anzi esaltare le loro forme. L’etimologia deriva dalla parola “calcea” una forma del latino tardo settentrionale, derivata dal latino calceus (la scarpetta di cuoio fine che si indossava nelle case oppure nella commedia teatrale) che a sua volta sembra derivare da calx, tallone. La popolarità dell’indossare calze variamente ricamate, disegnate, rilevate o stampate è aumentata anno dopo anno rispetto alla semplice vista delle gambe scoperte, dal momento che molti uomini sembrano gradire la suggestione visiva che le calze creano sulle gambe di una donna.
Nell’uso moderno, le calze di tipo stocking specificamente si riferisce all’intimo femminile costituito da due pezzi speculari, uno per ogni gamba. Il termine “autoreggenti” (hold-ups) si riferisce a calze che si sostengono da sole, mentre il termine stockings è un termine generale che si riferisce al tipo di calze che necessitano di un reggicalze che cinge la vita quasi come una banda o cintura, e che sono molto diverse dai tights o pantyhose dell'(inglese d’America).

collant-colorati La più bella del reame

Le calze lunghe da donna tipicamente vengono sostenute in uno di tre modi possibili.
La prima maniera, più efficace e salubre è quella di indossare un capo che le sostenga dall’alto tramite alcune bretelle dette giarrettelle (jarretelle in Francia, straps in inglese, liga in Spagna, strapse in Germania) ad esse legate con un gancio che pinza la balza della calza.
Tra le diverse tipologìe di questi capi i più comuni sono il reggicalze (porte-jarretelles in Francia, garter belt in USA, suspender belt nelle isole britanniche -colloquialmente sussies-, liguero e portaligas in Spagna, strumpfhalter in Germania), il corsetto, la guêpière, lo stringivita, il bustino, la guaina.
Questo metodo, demandando l’onere della sospensione a un capo che si appoggia sui fianchi o si sostiene avvolgendo il torso, risolve il problema senza affliggere le gambe con lacci, elastici, o bande siliconiche.
Dalla fine del XX secolo sono state prodotte in serie anche mutandine dotate di giarrettelle, ma la loro funzione è in gran parte esibizionistica: sono poco comode per evacuare vescica e alvo rettale.
Il secondo mezzo, ora il più diffuso, per sostenere le calze è l’impiego della tecnologia stay-up che consiste o nel rendere elastica la balza della calza o nell’inserire nella parte interna della balza stessa una banda di silicone che aumenta l’aderenza alla cute. Questa metodica non impedisce comunque il progressivo scivolamento in giù della calza in quanto è solo una resistenza parziale e inaffidabile, specialmente in presenza di traspirazione, di ripetuti movimenti, di misure non perfette a causa della non regolabilità, di prolungato uso. Queste calze sono chiamate autoreggenti.

Attualmente il mezzo meno comune di sostenere le calze è la giarrettiera (un elastico circolare, coperto da un ricamo che viene fatto scivolare su fino al bordo superiore della calza) e che serve per mantenerla su, essenzialmente stringendola contro la gamba. Queste sono le giarrettiere che alcune spose indossano nel giorno del matrimonio, e che alcune lanciano teatralmente agli invitati. Hanno molti degli stessi vantaggi e svantaggi delle calze autoreggenti, in primis la riduzione di circolazione sanguigna.

Ecco alcune proposte direttamente pere rendere ancora più unico il vostro outfit…

Nel 1959 Allen Grant Sr. inventò i collant in nylon (in inglese pantyhose) che, fabbricato con altri materiali, erano noti da molti secoli come per esempio la calzamaglia utilizzata nel medioevo e rinascimento italiano principalmente da uomini. I collant (spesso la parte di ciascuna gamba viene tessuta separatamente da due macchine automatiche) coprono entrambe le gambe, le coperture spesso vengono cucite assieme tramite una specie di tassello igienico (in inglese gusset), una specie di mutandina oppure una guaina che costituisce la parte superiore e che serve per rendere superfluo l’utilizzo di reggicalze oppure della giarrettiera. Il tassello di cotone consente una corretta traspirazione, rendendo superfluo l’utilizzo delle mutande che vengono comunque frequentemente indossate più per motivi psicologici o culturali che igienici. Effettivamente indossare abbigliamento sotto i collant sfavorisce la traspirazione e favorisce la fermentazione dei secreti genitali causando odori, sensibilità agli attacchi batterici e aumentando la probabilità di reazioni allergiche da predisposizione.
Il beneficio primario del collant è la convenienza di non doverle aggiustare troppo, ma vi sono problemi di traspirazione e ventilazione significativi che possono rendere sconsigliato l’uso quotidiano del collant. Questo problema può essere parzialmente mitigato dal collocare un tassello in cotone che copra la zona perineale, e dal non indossare mai mutandine di nylon sotto il collant.[1] Nel Regno Unito, lo stesso capo di abbigliamento va sotto il nome di “tights” oppure occasionalmente pantyhose (con una pronuncia lievemente differente).
Molti trovano i collant molto più comodi delle calze. Ciò ha portato ad un rapido declino delle calze, in particolare negli anni 1960, quando le donne iniziarono ad indossare la minigonna. In effetti oggigiorno le calze vengono indossate puramente per la loro valenza estetica. L’invenzione delle autoreggenti ha spinto alcune donne a indossare di nuovo le calze. Il numero di donne che usano le calze invece dei collant sta aumentando leggermente ogni anno.[

Il disegno della calza o il suo colore sono degli alleati preziosi per rendere unici e particolari anche gli outfit più semplici e classici. Un tocco di colore, infatti, un furia o un bordeaux, danno grinta, a chi le indossa. Gli accessori, infatti, sono gli elementi con cui possiamo giocare, sia per ricaricarci dei magici poteri del colore cha abbiamo deciso di indossare, sia per utilizzare un elemento che ricorda le tendenze del momento, ma in maniera discreta, mai eccessiva. La calza inoltre, ha un forte richiamo di seduzione, focalizza l’attenzione sulle gambe di chi la indossa. In questo modo la donna che osa non passa di sicuro inosservata e si sente La più Bella del Reame!

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